Sud con più pensionati e meno giovani…

Il mezzogiorno è attraversato da vecchi e nuovi dualismi con una particolare intensità. Questo è ancor più vero nelle aree interne della Campania caratterizzate dall’acutizzarsi del declino economico e del disagio sociale. Nelle province di Avellino e Benevento ed in particolare nei comuni al di sotto dei 5000 abitanti si riscontrano preoccupanti cali demografici e rischi di desertificazione sociale.Agli indici demografici allarmanti di natura quantitativa si devono aggiungere i cambiamenti della composizione delle popolazioni locali. Le difficoltà a trovare una collocazione professionale nella propria terra spingono sempre più giovani a cercare fortuna altrove. Ecco allora che negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti di cui la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni,( molti laureati). Il 16% dei quali si è trasferito all’estero. Si registra in alcuni comuni delle aree interne un vero e proprio svuotamento delle forze giovanili. La priorità per il Sud è trattenere quelle forze in grado di essere riferimento di nuovi processi di sviluppo locale .Le recenti misure come i vantaggi fiscali per i pensionati disponibili a trasferirsi nel mezzogiorno o le misure come il reddito di cittadinanza sono assolutamente inefficaci a creare presupposti alla germinazione di nuove forme di sviluppo locale. Per queste ragioni sinteticamente richiamate è necessario ricorrere a nuovi strumenti in grado di creare inedite occasioni per i giovani contestualmente alla valorizzazione delle straordinarie risorse disponibili (culturali, religiose e paesaggistiche). Gli strumenti attuali risultano inefficaci perché pensati “ come soluzioni uniche per problemi diversi” in contrasto con un bisogno crescente di “ personalizzazione” delle soluzioni alle specificità locali. Questa esigenza diventa ancor più vera alla luce di un dualismo storico sul tema dell’innovazione ed in particolare di quella utile e sostenibile ed alla opportunità di una sinergia crescente tra innovazione tecnologica e innovazione sociale. I possibili processi di rigenerazione delle aree interne (ovvero zone di “osso”) dovranno essere guidati da una strategia culturale complessa in grado di intrecciare la molteplicità delle dimensioni di politica territoriale, intersecandole e ricercando, negli intrecci reciproci, quella combinazione di variabili in grado di dinamizzare la specificità del contesto locale. Futuridea ha progettato uno strumento specifico per assolvere alle finalità complesse per un sostegno efficace allo sviluppo locale sostenibile che è quello di un laboratorio di innovazione territoriale (L.I.T.) da promuovere in rete nelle zone più arischio del mezziorno. Si tratta di uno strumento in grado di esaltare le forme di integrazione funzionale e di ampliare e diversificare l’offerta culturale creando un nuovo sistema di opportunità e di crescita per il territorio:
– sostenere nuove tendenze creative emergenti e creare opportunità aggregative per la cittadinanza ed in particolare per i giovani;
– creare azioni in grado di promuovere nuove pratiche legate alla memoria e al paesaggio.

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