Contadini e artigiani innovatori.

 

Cattedra ambulante di agricoltura di Benevento: distribuzione di vitigni resistenti alla fillossera.

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Giuseppe Catillo ,poeta contadino di Foglianise (BN),( 1914-2014).

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Giovanni Moccia

a cura di Gianvincenzo Simiele.USA-tra il 1902 e il 1910

Giovanni Moccia, nato a Vitulano nel 1882, maestro falegname, nel 1902 a venti anni e poi di nuovo nel 1908 emigra negli Usa dove lavora nella produzione di mobili, in particolare in quelli per pianoforte. Ritornato in Italia, partecipa alla Grande Guerra come armiere esperto nella riparazione delle armi di ogni tipo. Dopo la guerra, la sua bottega di falegname diventa una palestra di formazione, con la presenza contemporanea di decine di apprendisti, che durerà per più generazioni fino alla seconda metà degli anni cinquanta. In essa si producono mobili e infissi di qualità, ma anche botti di castagno per la conservazione e stagionatura del vino. Ancora oggi si possono apprezzare i suoi lavori in molte abitazioni e nella farmacia di Vitulano. Nel 1924 è premiato all’Esposizione Permanente d’arte Industriale di Firenze con il diploma di medaglia d’oro per speciali lavori di ebanisteria e per il valido contributo recato per il miglioramento Artistico Industriale Nazionale.

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Negli stessi anni affianca alla bottega una moderna segheria, nella quale lavorarono numerosi falegnami della zona; ma poi, per la crisi e ancor più per l’ostracismo incontrato nel regime fascista a causa delle sue idee liberali, è costretto a vendere l’attrezzatura industriale.

               Riferimento per le famiglie di agricoltori e pastori della zona, oltre a produrre quasi tutti gli attrezzi di legno necessari per la loro attività, stila per loro compromessi e contratti di compravendita; capace nella macellazione, utilizza le morse dei banchi della sua bottega anche per comprimere i prosciutti di maiali allevati dalle famiglie del paese.

               Impegnato nella vita sociale, economica e politica, nel secondo dopoguerra ricopre per anni le cariche di consigliere  e assessore comunale di Vitulano e per due anni e mezzo regge l’amministrazione municipale sostituendo il Sindaco

Antonio De Monaco

a cura di Francesco Nardone

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Figura 24 Foto di Antonio De Monaco Foto.- Archivio personale del prof. Giuseppe P. Russo dell’Università di Napoli nipote di Antonio De  Monaco.

 

Grazie alla collaborazione di Egidio Cavalluzzo ,Dante Mastronardi ed in particolare il prof. Giuseppe P. Russo dell’Università di Napoli  è stato possibile conoscere e approfondire la figura di Antonio De Monaco (1875-1949)- di Pietrelcina (BN). Si tratta di  di un artigiano straordinario per inventiva e capacità realizzative, in particolare dopo la 1° guerra mondiale, per la produzione di protesi per i mutilati. L’innovazione più significativa riguardò  un nuovo tipo di aratro. L’aratro prodotta si chiamava in dialetto ‘ a’ pucinara’ e aveva numerose particolarità frutto della creatività di Antonio De Monaco. La tavola a forma ‘elicoidale’ conferiva all’aratro una funzionalità eccellente per la semina o anche per il sovescio perchè determinava un senso rotatorio-avvitante al terreno. Meritato il premio che le Autorità agrarie dell’epoca conferirono al maestro De Monaco.

Giuseppe Del Vecchio

a cura di Francesco Nardone

Una bella storia di innovatore attuale con forti radici nella storia  artigianale del Sannio.

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. Tutto ha origine con la passione e i sacrifici di Antonio Del Vecchio (nato il 20 gennaio 1927)  (nella foto).

Giuseppe Del Vecchio nato a Baselice (BN) il 27 aprile 1957 è un acuto innovatore-inventore erede di una tradizione artigianale familiare esemplare. Nel 2014  Giuseppe ha avuto il riconoscimento di un  Brevetto- (Apparecchio per la cottura uniforme di alimenti alla griglia) Si tratta di un sistema intelligente in grado  di garantire più sicurezza alimentare in grado  di eliminare  non pochi rischi nella cottura della carne.  Il padre , Antonio Del Vecchio’, nato il 20 gennaio 1927, è stato una figura ‘eroica’ dell’artigianato di Baselice.

Con il contributo di Michele Marucci è stato possibile osservare da vicino non solo il brevetto che descriveremo di seguito ma anche raccogliere i tratti originali di una attività artigianale come quella della lavorazione del ferro. La visita all’officina consente di cogliere, con sorpresa, una innata vocazione di lunga data all’innovazione. La descrizione dettagliata delle tempere diverse da utilizzare per le singole parti di un’ascia rappresentano una vera lezione di tecnologia e di approccio culturale innovativo. Tutto ha origine con la passione e i sacrifici di Antonio Del Vecchio. Il racconto della fornitura dei metalli per l’officina lascia sbalorditi. Antonio si recava a Napoli ad acquistare i metalli necessari in bicicletta:- 8 ore all’andata e ben 12 ore al ritorno con la bicicletta sovraccarica dei metalli. Degno erede è risultato Giuseppe. L’ apparecchio ideato, brevettato e realizzato i prototipi, rappresenta una svolta nel campo della sicurezza alimentare. Non descriveremo i dettagli tecnici del brevetto, per mettere al riparo da clonazioni illegali l’autore, ma è utile sottolineare i positivi effetti salutistici che il nuovo apparecchio consente. E’ noto agli studiosi di scienze alimentari dei rischi connessi alla cottura dei cibi ed in particolare della carne alla griglia:- produzione e sedimentazione di residui nocivi alla salute. Il sistema inventato, geniale, evita alla radice il problema eliminando ogni possibilità di contatto dei residui con gli alimenti. Le potenzialità di questa invenzione per migliorare il rapporto alimentazione -salute sono considerevoli sia per i grandi numeri (ristoratori) e sia per uso familiare. L’auspicio è che al più presto si trovino le risorse e gli interessati ad investire nella valorizzazione industriale degli apparecchi (produzione e commercializzazione) in modo da coniugare più salute anche con più lavoro. Non sarebbe male un interessamento anche delle istituzioni ed in particolare della Camera di Commercio ad accompagnare e sostenere l’attività meritoria di Giuseppe Del Vecchio.

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